Ad occhi ben aperti

IO, LORO, IL MONDO
domenica, 25 ottobre 2009

Uccelli di rovo?

Nipote: zia, vuoi essere la mia madrina alla Cresima?
Zia (commossa): certo tesoro, la zia ci sarà sempre. Ma...senti una cosa...per fare la madrina non è che la zia si deve confessare?
Nipote: .........
Zia (tra sè e sè): oggesù!
Segue dibattito telefonico con le amiche matte su come presentare al prete 15 anni di vita su strade discretamente lontane dalla retta via cristiano-cattolica. Si giunge alla conclusione che l'affermazione "ho commesso atti impuri" è decisamente demodè e la si può sostituire con "ho condotto uno stile di vita dissoluto", che comprende un po' tutto: la canne, l'alcool, le serate...beh, insomma, quella roba lì! Dopo un provvidenziale ripasso dell'Ave Maria, e la conclusione che se la situazione si dovesse fare difficile ci si potrebbe sempre infilare anche un "non ho santificato le feste" e "ho detto bugie al padre e alla madre", che comunque è sempre vero, sono pronta per affrontare il mio momento di purificazione. Con tanto di numero della Croce Rossa impresso sul display del cellulare, in caso al prete venisse un mancamento. Da brava tour operator non mi presento in chiesa così all'avventura, che diamine, mentre sono in macchina telefono al prete per prenotare la mia confessione (non so bene perchè ma c'è chi di questo ha riso molto, bah). L'incontro sarà con il nuovo giovane prete: 36 anni, uno di noi, insomma, dai sarà più semplice parlare di certe cose, no?
Ebbene: no. Lo so che il ruolo del prete dev'essere coerente con i dettami della Chiesa cattolica e con i principi della fede, ma che io debba mantenermi casta fino al matrimonio per l'uomo che Dio ha scelto per me sarebbe una bellissima idea, se non che mi sorge un piccolo quesito: se per caso non mi sposo cosa faccio? Mi ammazzo? La confessione a parte queste sostanziali divergenze scivola via bene, nonostante un mio certo irrigidimento causato dal prete che tiene le mie mani da quando mi sono seduta. Boh, penso io, saranno cambiati i tempi, io non mi confesso da 15 anni, cosa vuoi che sappia? La perplessità tuttavia cresce al momento della benedizione, che il buon prete pensa di impartirmi...abbracciandomi. La mia faccia assume la più alta percentuale di espressioni di stupore che mai sia stata in grado di concepire in trent'anni di vita. Ma continuo a dirmi: ma no dai, sarà the new way, anche la confessione può diventare un momento cool e al passo con i tempi. Mah, sarà. Ok, adesso è finita, sono pura, purissima, castissima come la neve, sono ancora lì però che mi trattengo dal non scoppiare a ridere per l'assurdità di tutta la situazione che accade l'impensabile: il prete mi vuole dare il suo numero di telefono. Ma soprattutto vuole il mio. Ossignur. Ma no cavolo, non si pronuncia il nome di Dio invano, Ho già peccato di nuovo. Ecchecavolo. Va bè, dai pigliati sto numero, non so che altro fare.  Bene, adesso sul mio cellulare di lavoro, tra "non rispondere" e "Ufficio cell" c'è la voce "Prete". Sarà mica che porti bene?
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lunedì, 12 ottobre 2009

LA SETTIMANA DELL'AUTOCOSCIENZA

"Buongiorno"
"Sì, desidera"
"Ehm, sì, salve, sono qui per la settimana dell'autocoscienza"
"Ah, venga pure, mi dica."
"Eh, sì, ho avuto diversi segnali, ecco, me ne parlava Rob Brezny, poi l'osteopata. Insomma, pare che questa settimana io debba fare più del solito un lavoro introspettivo. A dire il vero non ne ho molta voglia, sa, sarei un po' stufa, è un anno che vado avanti così, ad autoanalizzarmi, e nel concreto non mi sembra ci siano stati grandi miglioramenti. Oddio, ormai ho vivisezionato i miei ragionamenti e le mie scelte a tal punto che posso dire di conoscermi sicuramente meglio di prima. Ma nel complesso come dicevo ormai sto arrivando alla depressione conclamata: fumo più di prima, piango e sto bene solo se nuoto o lavoro! Forse stavo meno peggio nell'incoscienza, sarà anche che quel che non ammazza ingrassa...Poi dicono che devo andare avanti, che i risultati arriverranno alla fine del percorso. Ma quanto dura ancora? Non è che voi per caso fornite in dotazione un navigatore? O per lo meno uno stradario, che poi mi arrangio da sola. Vede, un altro anno così a brancolare nel buio lo vedo un po' sprecato. A meno che uno non si dia direttamente al prozac e non se ne parla più!
"Mi scusi sa se la interrompo ma..."
"Sì sì lo so che dovrei scandagliare il rapporto con mio padre per capire i rapporti con gli altri esseri umani, specie uomini. Sì, è vero, ma non è che io ne abbia tutta sta voglia da dire che voglia: perchè poi vede, se non cambia niente neanche così facendo, cosa faccio? Va a finire che diventa un cane che si morde la coda. E a forza di autoanalisi si finisce per cerebralizzare anche quante volte si va in bagno. Ecco, lei che ha esperienza, cosa mi dice?
"A dire il vero..."
"Eh anche secondo me: mi ci vorrebbe un miracolo. Ma i miracoli non esistono. Insomma, io non ci capisco più niente: la fortuna, l'oroscopo, i momenti no, Plutone nel segno, è tutto un gran casino. Lei cosa consiglia per fare un po' di chiarezza? "
"Guardi, io mi trovo molto bene con il Vetril. A 15 euro l'ora se i vetri non diventano splendenti qua mi licenziano"
"Ma come? Questo non è il centro per l'autocoscienza?"
"Oh sì sì, ma il professore è andato a prendersi un caffè e mi ha chiesto di sorvegliare un attimo la reception. Io sono la donna delle pulizie"
"Ecco appunto, meglio che vada a pulire casa. Cos'è che diceva del Vetril?"
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mercoledì, 30 settembre 2009

Il fantastico mondo dell'informazione 2 - Gli ausiliari del Tg1

L'anno scorso ho molto apprezzato l'appuntamento con la Dandini a "Parla con me". Quest'anno ho parla-con-me deciso di idolatrarla. Ieri sera ho resistito fino a mezzanotte nonostante l'offerta trista delle tv nostrane (il commissario Soneri, l'immancabile Steven Segal e il polpettone di Gabriel Garko) pur di arrivare ancora sveglia alla prima puntata della nuova serie. Il colpo di genio già si pregustava con Zoro e la sua doppia personalità che cercava di parlare al paese dalla finestra, ma il paese ovviamente dormiva. Infine eccolo: il Trio Medusa nei panni di ausiliari del Tg1, pronti a scendere in campo per intervistare gente comune e sindacalisti sullo sciopero dei tacchi alti nelle aziende, oppure a tastare il polso della situazione nei supermercati sul grave rischio di un'invasione di mucche tra le corsie dei biscotti per la prima colazione. Stupendo. O tragico. A seconda dei punti di vista. Intanto il Tg1 giusto giusto ieri sera ha mandato in onda un servizio sulla diffusione delle scarpe comode tra il popolo...poi ci meravigliamo che i nostri rappresentanti in Parlamento non sappiano dove o cosa sia il Darfur.

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venerdì, 25 settembre 2009

Il fantastico mondo dell'informazione

Ieri sera in preda a dolore da dente del giudizio guardavo Anno Zero, o meglio la fine, prima c'era Grey's Anatomy abbiate pazienza, e si dibatteva di quanto interessino ai lettori le questioni relative alla prostata di Berlusconi. Interviene Concita De Gregorio che fa notare come negli ultimi mesi si sia assistito ad una valanga di notizie pressochè inutili per distrarre l'opinione pubblica da argomenti di maggior rilevanza. Toh, dico io, ma pensa un po', allora quando sostenevo questa tesi non stavo proprio farneticando. E toh, mi chiedo io, che sia per questo che sono informatissima sul caso del cane francese a cui hanno dato fuoco due balordi (fatto di cui a mio avviso gli stessi francesi non sanno una benemerita acca) o sull' alta diffusione del fai da te tra gli italiani, mentre per avere una vaga idea di dove vada il mondo mi devo ingegnare a reperire informazioni attendibili? In conclusione, gli italici giornalisti hanno un bel da perorare la causa della libertà di informazione quando sono i primi a sottostare alle regole del gioco imposte da altri e a fomentare il vile pettegolezzo. Lo so che si vende di più, the Uk docet, ma la dignità a volte tutela l'animo, la credibilità e magari anche le vendite. Il dente del giudizio duole, ma fa parlare così!

ps. E sia chiaro che i tempi non sospetti provano come sia la Concita a venire dalla mia, e non io ad essere d'accordo con la direttrice dell'Unità!
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domenica, 20 settembre 2009

L'odore di Londra

Ti accoglie quando meno te l’aspetti, appena uscita dalla metro, mentre costeggi Trafalgarlondra square con un insolito squarcio di sole negli occhi. E ancora è lì, all’improvviso, quel misto dolciastro che dura la frazione di un secondo e sa di mille storie che si incrociano lungo i ponti del Tamigi e si confondono nell’aria densa e fangosa del fiume. Sono colori dei molti popoli che la camminano ogni giorno, odori di sushi, kebab, pitta, sandwich, crepe, hot dog, pasta precotta confusi tra i suoni di lingue diverse che si sovrappongono. Forse viene da qui, l’odore della mia Londra, inconfondibile, di anno in anno, più intenso ogni volta che la percorro addentrandomi nel suo cuore più vero. Venerdì all’odore di Londra si è aggiunto l’odore di concerto, questo invece universale, sempre lui, solleticato dai cori di 75.000 persone che sfilavano cantando l’emozione dei Coldplay fuori dallo stadio di Webley.  

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mercoledì, 16 settembre 2009

STATO DI GRAZIA

L'ho ascoltato.cd

Ne ho riso.

L'ho commentato.

E l'ho infamato.

Infine, l'ho buttato.

ps. poverone, che vita...come dire...sì, ecco: che vita di merda.

 

 

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giovedì, 27 agosto 2009

Le seduttrici dell'Elba

Location: locale dell'isola d'Elba, qualche sera fa

V: carino quello

C: hmm..un po' giovane...aspetta che mi diverto un po' e lo fisso

Risultato: Tempo 10 minuti furono abbordate inaspettatamente da gruppetto di ventitreenni. Certe soddisfazioni non hanno prezzo 

Morale: i giovani d'oggi sono molto più intraprendenti del previsto, nonchè dei loro simili più anziani.

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martedì, 25 agosto 2009

Croazia, Janica 2009

Dormire. Mangiare. Sognare. Brandeggiare. Parlare. Fumare. Ascoltare. Ridere. Tuffarsi. 21082009437Scaldarsi. Il corpo e il cuore. Ventiquattr'ore al giorno, quindici giorni all'anno. Navigare. Delfini, stelle marine, daini, mare azzurro, silenzioso, verde, incantante, blu, profondo. E cantare. Dimenticarsi per un attimo di tutto. Scordare il lavoro per ricordarsi di cosa è importante, e bello, nella vita. Sognare, forse, cosa si voglia veramente. O semplicemente staccare, finalmente, da un anno lungo, lunghissimo, troppo lungo. Sciogliere il cuore nel mare, e piangere le lacrime dovute. Per poi ricominciare.

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venerdì, 24 luglio 2009

L'arte della guerra

"L'invincibilità sta nella difesa, la vulnerabilità sta nell'attacco."arteguerraSunTzuOscarmondad

"Nell'operazione militare vittoriosa prima ci si assicura la vittoria, poi si dà battaglia."

"Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico. Distruggerlo costituisce un risultato inferiore."

Secondo il Sun Tzu il segreto per vincere sta nel conoscere gli elementi che compongono la situazione e agire su di essi in modo da utilizzare a nostro favore il loro potere intrinseco.

Sun Tzu, L'arte della guerra

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domenica, 19 luglio 2009

La settimana dei concerti 2: Placebo

Eh sì, stavolta sono quasi emozionata sul serio all'idea di vedere Brianplacebo villafranca2  cantare con il suo vocino acido e le sue pose femminee. La settimana dei concerti continaua, baby, e stavolta si parte alla volta di Villafranca al gran completo: 5 fanatiche dei Placebo occuperanno il suolo del castello scaligero, per la prima volta senza doversi chiamare al telefono per ascoltare il pezzo preferito. A parte un lieve intermezzo d'ansia causato da apparizioni calamitose che il destino non mi risparmia, mai, il clima è clemente e il castello ci accoglie con il suo praticello verde, che si rivela alquanto più praticabile dell'acciottolato ferrarese. Alle 9 e 25 prendiamo posizione, lato sinistro, come da tradizione, e ta daaaan: Brian è tra noi. Calca il palco con il suo gilettino nero e la sua coda, accompagnato dal buon Stefan e dal nuovo batterista, che ci dà e ci dà e ci dà ancora. Tripudio generale. Si parte con il nuovo album, in ordine perfetto ci sparano Kitty Litter, Ashtray heart, sul cui "corazon de cenicero" da buona ashtray girl inizio a sentire scricchiolare la voce, Battle for the sun e For what it's worth. L'esecuzione è incredibilmente perfetta: Brian canta e suona senza sbavature, azzecca tutte le parole, sembra di ascoltare il cd, tanto che ad un certo punto ci viene il dubbio che sia in playback, pensiero a cui segue la certezza che il nuovo maestro di canto di Brian sia un genio. Quasi quasi mi ci potrei rivolgere anch'io, che sono un caso disperato. E a questo punto arriva il bello: Brian che non ha ancora salutato il pubblico si avvicina al palco e tac, parte con una ramanzina che te la raccomando tutta. Sembra la signorina Rottermaier a cui hanno servito il tè senza il latte parzialmente scremato: Brian se ne esce con un "no violence at placebo shows", appoggia la chitarra a terra e sgrida tutti dicendo che c'è un po' troppa follia sotto il suo palco, che non bisogna spingere la gente contro le transenne e soprattutto che se non la piantano il concerto non continuerà, pappappero. Poi prosegue con il suo impeccabile accento inglese per consigliare a tutti di fare due passi indietro, prendere un bel respiro e fare pensieri felici. ??. Sì, l'ha detto. Ma chi è il suo nuovo spacciatore? Mah. Il concerto fortunatamente riprende, memori di esperienze passate ai concerti dei Placebo e della rinomata luna storta di Brian già temevamo di dovercene tornare a casa dopo tre canzoni con le pive nel sacco. Invece per fortuna si ricomincia, e a questo punto perdo ufficialmente la voce, non riesco più a urlare maledizione. Non mi resta altro che ululare a Bryan, eh sì, a mali estremi, estremi rimedi. La scaletta ci lascia un po' basite con Follow the cops back home, ma siamo disposte a perdonargli tutto finchè..un'altra interruzione. E chemaronna Lou. Stavolta problemi tecnici. E già me lo rivedo tornare ubriaco marcio a suonare con i gomiti sbagliando i testi come a Perugia per il tour di Black market music. Ma il nuovo Brian non le fa più queste cose, grazie al cielo, e si ripresenta con Every you and every me, Special K, Infra red, Happy you're gone, Meds, The Bitter end, Special needs, Taste in men. Per come la pensavo io avrebbe potuto continuare per ore, per giorni, a snocciolare il repertorio che so a memoria. Avrebbe potuto fare qualunque cosa, ma non finire senza fare Julien, senza Julien no. Insomma, ci ha mandate a casa con il voglino. Il nuovo spacciatore ha ancora un po' da lavorare. Va bè fa lo stesso. I love Brian Molko.

I ringraziamenti per le foto questa volta vanno a Viola, sacerdotessa dei Placebo sin dalle origini.

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